news 27.05.2015

A tavola con le rose delle Dolomiti Bellunesi, piatti con petali del fiore dell’amore

Dal 29 maggio al 7 giugno, le montagne Patrimonio dell’Umanità diventano il regno delle rose, con visite guidate e conferenze, corsi, degustazioni e piatti a tema

Per una decina di giorni, dal 29 maggio al 7 giugno, le Dolomiti Bellunesi diventano il regno delle rose, con visite guidate e conferenze, corsi, degustazioni e piatti a tema. I ristoratori del gruppo “Belluno Dolomiti” hanno infatti organizzato una serie di cene e pranzi a base di rose antiche: dall'Alpago su fino a Livinallongo, gli chef dei ristoranti dei monti pallidi si sono sbizzarriti e propongono piatti preparati con i petali delle rose di Seravella e dei roseti sparsi nelle ville venete della Valbelluna.

 
L'idea parte proprio dal Museo etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (per informazioni: http://www.museoetnograficodolomiti.it/nqcontent.cfm?a_id=8641): di fronte alla villa dei conti degli Azzoni Avogadro, sede del museo a Seravella di Cesiomaggiore, c'è un bel giardino pensile dove da quasi una ventina d'anni vengono curate oltre 300 piante di rose antiche. Dietro ai roseti e alla villa svettano le prime crode dolomitiche, che al tramonto e all'alba fanno da eco ai colori dei fiori: come da leggenda, del resto.

 
Re Laurino aveva un meraviglioso roseto. Spezzato dalla fine di un amore, decise di nascondere per sempre il suo splendido giardino, pietrificandolo. Si dimenticò però del tramonto – per nostra fortuna, che dal tempo del regno dei nani possiamo goderci lo spettacolo dell'Enrosadira, il momento in cui le crode pallide delle Dolomiti si infiammano di rosa acceso, e si rivela a chi alza lo sguardo alle montagne l'antichissimo giardino di rose dell'infelice re dei nani.

Chissà se il giardino del Museo etnografico potrebbe competere con quello leggendario del povero Laurino: anche Seravella, comunque, ha una sua storia affascinante.

Nemmeno una, delle centinaia di piante che caricano l'aria attorno alla villa di profumi, è stata acquistata: il giardino è nato per passaparola e partecipazione spontanea. La proposta è venuta dalla direttrice del Museo etnografico, Daniela Perco: dal 1997, assieme ad alcuni collaboratori, ha riprodotto varietà di rose antiche scovate nelle case contadine, nelle ville, nelle canoniche, nei cimiteri del Bellunese. All'inizio sono stati gli amici e i conoscenti, a donare le proprie rose al giardino del Museo, col tempo è capitato sempre più di frequente che anche i visitatori tornassero con una nuova specie di rose da aggiungere alla pubblica collezione.
 

Così oggi nel giardino di Seravella, ai piedi delle Dolomiti, cresce la Rosa Kazanlik, coltivata in Turchia e Ungheria per ricavarne l'essenza e ritrovata a Lasta di Livinallongo; la Doroty Perkins, che profumava un muro al sole nel giardino di una vecchia casa di Tai di Cadore; la Jacques Cartier, scovata nell'orto di una balia di Porcen (a Seren del Grappa) che aveva portato a casa da Varese alcune talee della villa dei signori presso cui lavorava; la Bloomfield Abundance, piccola rosa di porcellana, ricordo dell'emigrazione veneta a Rio Grande do Sul, Brasile, alla fine del XIX secolo.
 

Le rose di Seravella non sono solo fiori magnifici, raccontano storie – come le rose di Laurino – e riflettono un intero territorio. Una visita al roseto del Museo etnografico è un po' come l'anticipazione profumata di qualunque percorso in Dolomiti.


Tra la fine di maggio e l'inizio di giugno questo è vero in particolare per l'enogastronomia. I ristoranti che proporranno piatti preparati con i petali delle rose sono: ristorante Alla Stanga di Sedico, ristorante La taverna di Belluno, trattoria All’oasi di Limana, locanda Baita all’art di San Gregorio nelle Alpi, ristorante La Gioi di Lamen (Feltre), ristorante La baita di Livinallongo Col Di Lana, locanda San Martino di Chies d'Alpago, Antica locanda Cappello di Mel, ristorante Al borgo di Belluno, ristorante La cusina de Belun di Belluno, ristorante La Casona di Feltre, Enoteca Schenot di Agordo.