news 05.03.2015

Al via la stagione della pesca

Le Dolomiti bellunesi attendono appassionati da tutto il mondo 

Montagne, sentieri, torrenti, paesaggi mozzafiato. Le Dolomiti bellunesi sono un paradiso naturale per i pescatori, già in attesa per l’apertura della stagione prevista per l’otto marzo. Il territorio offre molto per gli appassionati di questa disciplina: un fiume – e che fiume: il Piave calmo e placido – e più di 80 torrenti, oltre a una ventina di laghi di vario tipo e dimensioni. “A livello europeo – spiega Claudio Canova, segretario della Federazione dei bacini di pesca della provincia – Belluno è l'eccellenza, con le sue acque limpide e il pesce rustico straordinario. Nessuno ci eguaglia, in Italia: ormai sono in molti a venire da noi proprio per pescare. Dal Giappone e dal Canada, dal Veneziano e dall'Emilia Romagna”.

Gli esperti preferiscono il pesce autoctono, difficile da catturare, piuttosto che quello appositamente rilasciato. Il Bellunese, per loro, è perfetto. Tra l'altro, è l'area che offre il maggior numero di zone di pesca no kill e catch&release in Italia: il pesce si acchiappa e si lascia andare subito dopo, non ce lo si porta a casa, non si impoverisce il torrente. “Come in America: ecco perché – riflette Canova – gli americani amano tanto i nostri corsi d'acqua”.

E non ci sono solo gli americani. Il pesca turismo nel Bellunese comincia ad avere numeri consistenti: quasi 100mila presenze nel 2014, con appassionati arrivati un po' da tutto il mondo. Non solo pescatori di pianura, quindi, alla ricerca di aree incontaminate e pesce sveglio. Se al mare il pesca turismo è un'opportunità per il pescatore di arrotondare le entrate, nel Bellunese è essenzialmente incoming.

A Tai di Cadore c'è un B&B, Villa Marinotti, ormai rinomato tra gli appassionati: a gestirlo è Angelo Piller, esperto pescatore a mosca e guida entusiasta delle acque cadorine. Il B&B – così come l'albergo diffuso o il residence – è la soluzione ideale per l'amante della pesca, che si alza presto e non vuole essere vincolato da orari fissi.

La Federazione in queste settimane sta preparando una serie di offerte e pacchetti a tema insieme al Consorzio Dolomiti. Sta anche lavorando alla georeferenziazione dei luoghi della pesca in Provincia: l'accordo con Google Italia è firmato, entro l'estate la mappatura di torrenti, parcheggi, zone no kill – completa di foto e video – dovrebbe essere online. Da quest'anno, inoltre, parte le sperimentazione della vendita dei permessi online: i turisti potranno perciò procurarsi il documento di pesca prima ancora di arrivare nel Bellunese, evitando così di perdere tempo prezioso, da impiegare con le gambe a mollo in uno dei 12 bacini provinciali.  

Ogni pescatore ha i propri corsi d'acqua e le proprie aree di pesca preferite: dall'Ardo al Caorame, dall'Ansiei al Mareson, ce n'è davvero per tutti i gusti. Si pesca nel lago di Santa Croce e in quello di Misurina, su in alto nel lago di Croda da Lago e a Auronzo, in Comelico come in Alpago. C'è chi segue un pesce piuttosto che un altro: il Piave è il regno della regina delle trote, la Marmorata, il lago del Corlo è particolarmente apprezzato per i lucci e le grandi carpe...
C'è poi il mondo dell'agonismo: i campo gara provinciali attirano ogni anno migliaia di persone per campionati nazionali ed europei o gare amatoriali. “Sta prendendo sempre più piede, specie tra i giovani, l'approccio no kill – commenta Canova – e il Bellunese per questo genere di pesca non ha rivali. Una ricerca recente sostiene che un chilo di pesce, in acqua, vale 200 euro. Meglio rilasciarlo, allora, evitando così di impoverire i torrenti”.

Anche per chi di montagna se ne intende, le prospettive e gli squarci che una giornata di pesca regala possono essere davvero sorprendenti: “Il rifugio Settimo Alpini, per dire, dopo aver risalito l'Ardo da Belluno centro, ha tutta un'altra faccia”. Non resta quindi che infilare gli stivaloni, e andare alla scoperta delle montagne dal basso.

Per informazioni: http://www.pescarenelledolomiti.it/