news 02.11.2015

Belluno, atmosfere e sapori autunnali per San Martino

Da domani al via l’ex tempore di scultura su legno

Belluno a novembre  si festeggia il santo patrono, san Martino, l'11 novembre. Da trent'anni esatti san Martino qui ha l'odore del cirmolo e delle caldarroste: nella prima metà del mese  si svolge l'ormai tradizionale ex-tempore di scultura su legno.

Dal 3 all'8 novembre le vie del centro cittadino vengono occupate da un gruppo di scultori che inventano, scalpellano, puliscono e danno forma a tronchi di legno morbido, chiaro sotto la corteccia rugosa. Quest'anno il simposio vede confrontarsi 30 scultori: nelle edizioni precedenti non erano più di venti i partecipanti (molti gli stranieri), per il trentennale la manifestazione si ingrandisce.

 

I gazebo degli scultori si dispongono nelle piazze e nelle stradine del centro storico, e per una settimana è tutto un battere, un rifinire, un dipingere: da un giorno all'altro i tronchi prendono forma, e dal legno escono figure fatate, dichiarazioni d'amore, omaggi alle Dolomiti, volpi e scenette tradizionali. L'odore del cirmolo si sparge ovunque e si mescola la mattina con quello del caffè.

 

Quello di Belluno è uno dei simposi di scultura italiani più antichi, e “uno dei più importanti”. I commercianti bellunesi lo hanno promosso la prima volta nel 1985, per rivitalizzare il centro storico. In effetti, durante la settimana dei lavori piazza dei Martiri e le vie principali della città si riempiono di scolaresche e curiosi, oltre che di artisti del legno dagli accenti più disparati. La settimana successiva le statue vengono esposte nel palazzo della Crepadona, dove vengono votate dai cittadini. La manifestazione si conclude con la tradizionale sagra di san Martino, la domenica successiva all'11 novembre.

 

La scelta del legno non è casuale, in zona dolomitica: Belluno è vissuta per secoli dei suoi alberi. Il legno è stato per lungo tempo una delle poche ricchezze disponibili in un territorio per altro aspro e difficile da abitare. I tronchi dei boschi di montagna scendevano il Piave in forma di zattere e arrivavano fino a Venezia, dove venivano trasformati in remi, alberi di navi, sostegni della Serenissima. “Il legno ci appartiene – riflette Massimo Capraro, consigliere del Consorzio Belluno centro storico, che organizza la manifestazione – e sa emozionare più di altri materiali. Sarà il profumo, il calore che emana: attira e coinvolge i bambini, stimola l'attenzione del passante. Ed è da sempre una delle maggiori forme di espressione artistica del nostro territorio”.

 

La prima metà di novembre è un ottimo momento per visitare il Bellunese: i cieli sono tersi che quasi pungono, i boschi sono scarni e affascinanti, i pendii si preparano all'inverno. C'è un senso di attesa e insieme la voglia di vivere bene e all'aperto queste giornate pulite. La sagra di san Martino è l'ultima festa prima della neve e del freddo vero. Si gironzola per le vie della città in festa, si gustano i prodotti locali – san Martin castagne e vin, dice il proverbio – si curiosa tra le bancarelle che invadono la piazza principale e gli oggetti del mercatino dell'antiquariato.