evento 22.03.2014

Confindustria Belluno Dolomiti diventa GREEN

Tra gli ospiti della Green Week bellunese, Aldo Bonomi: la sua ricetta per una rinascita della montagna 

Pensare e realizzare un nuovo sviluppo della montagna. E’ questo l’obiettivo di Confindustria Belluno Dolomiti, che per la prima volta partecipa, unica tra le associazioni industriali, alla “Green Week”, la vetrina internazionale della green economy. La terza edizione, in programma dal 17 al 23 marzo, si sviluppa all’insegna del tema “Da smart cities a smart land” e coinvolgerà anche Belluno, con una giornata (sabato 22) riservata alla montagna e organizzata dall’associazione industriali, in collaborazione con il Consorzio dei Comuni.

«Smart city – afferma Gianluca Vigne, membro della giunta esecutiva di Confindustria Belluno Dolomiti - è un’espressione inglese che indica le città intelligenti, che oggi si estendono ai territori. La nostra provincia, da questo punto di vista, è un’area che può essere presa come esempio concreto di integrazione intelligente tra ambiente, industria e abitanti della montagna». «Viviamo in un territorio che non ha bisogno di diventare smart – aggiunge Vigne - perché ha già dimostrato di esserlo con la capacità di svilupparsi e di creare benessere diffuso. Tuttavia, sembra che questo modello, sino a poco tempo fa vincente, abbia avuto un rallentamento, complice la globalizzazione e le nuove tecnologie. E mentre sulla prima ci aiutano le grandi industrie che mantengono qui la testa e il cuore, sulla seconda c’è un grandissimo lavoro da svolgere per valorizzare, con le migliori tecnologie, le nostre risorse ambientali e naturali e invertire così l’attuale trend demografico. Confindustria Belluno Dolomiti inizia così un progetto, in piena sinergia con il territorio e gli enti locali, per modernizzare la provincia e porre le basi per un nuovo modello di sviluppo».

La giornata di sabato 22 marzo si inserisce proprio in questo ambito e prevede, al mattino, alcune iniziative rivolte ai bambini delle scuole elementari e, al pomeriggio, un importante convegno dal titolo “Montagna 2.0. Il futuro è smart”, che vede la partecipazione, tra gli altri, di Vincenzo Raffaelli, responsabile Smart Service Cooperation Lab di Bologna, di Annibale Salsa, antropologo e presidente del Comitato Scientifico Accademia della Montagna del Trentino e di Aldo Bonomi, fondatore e direttore del Consorzio Aaster.

«Tenere insieme il modello della Magnifica Comunità con l’industrializzazione senza fratture e la valorizzazione delle risorse strategiche del territorio: aria, boschi, acqua, turismo». E’ questa la ricetta di Bonomi per portare la montagna bellunese fuori dalla crisi, attraverso la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo economico orientato alla green economy.

Bonomi, che da oltre trent’anni svolge studi e ricerche sulle dinamiche territoriali, sarà tra i protagonisti del convegno promosso da Confindustria Belluno Dolomiti e dal Consorzio dei Comuni Bellunesi, in programma sabato pomeriggio, alle 17, all’Itis Segato. L’evento rientra nell’ambito della “Green Week” e sarà dedicato al futuro smart della montagna. Gli altri relatori sono Annibale Salsa, presidente del Comitato Scientifico dell’Accademia della Montagna, Vincenzo Raffaelli, responsabile Smart Services Cooperation lab di Bologna, e Gianluca Vigne, membro della giunta esecutiva dell’associazione industriali con delega all’energia e all’ambiente. L’obiettivo di questo dibattito è trovare una sinergia tra pubblico e privato per realizzare progetti innovativi, incentrati sulle nuove tecnologie (smart) e sulla sostenibilità ambientale.

«Dal punto di vista dello sviluppo economico – afferma Aldo Bonomi – la montagna bellunese è una zona importante, che conosco molto bene e che, a mio avviso, può davvero essere protagonista di una transizione che vede nella green economy una chance di nuova crescita». «Voglio innanzitutto ricordare – aggiunge Bonomi – che questa non è un’area svantaggiata e marginale. Anzi. Qui abbiamo assistito, nel secolo scorso, alla risalita a salmone dell’impresa, che non si è fermata alla pedemontana, ma ha interessato anche le terre alte. C’è stato un intreccio positivo tra il sistema della Magnifica Comunità e l’evoluzione del capitalismo molecolare, che ha garantito, tra l’altro, la coesione sociale. Questa è un’eredità che bisogna valorizzare e non misconoscere. Adesso, però, è necessario adottare nuove strategie che tengano conto della metamorfosi della crisi, valorizzando le enormi risorse del territorio (aria, boschi, acqua, ambiente, turismo), rendendole funzionali alla competizione attuale. E’ questo che io intendo per green economy e per sviluppo intelligente della montagna bellunese».

In questo scenario, Aldo Bonomi chiama in causa direttamente anche le associazioni di categoria, che devono avere un ruolo strategico di rappresentanza per contrastare «l’insana tendenza a mettere in discussione la società di mezzo», nonché «la sfida portata dal centralismo tecnocratico alle autonomie locali».
«Credo che dal dibattito di sabato possano emergere spunti importanti per delineare nuovi e condivisi progetti per lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio», commenta Gianluca Vigne, membro della giunta esecutiva di Confindustria Belluno Dolomiti. «In particolare – aggiunge – sarà importante rafforzare le sinergie tra gli enti locali e il mondo dell’impresa e concentrarsi sull’autogoverno delle risorse strategiche del territorio».