news 06.06.2014

Cortina 2019: sfuma una grande occasione per il nostro territorio

Confindustria Belluno Dolomiti commenta la mancata assegnazione a Cortina

«Belluno, il Veneto e l’Italia perdono una grande opportunità. In particolare, il nostro territorio vede sfumare una chance di sviluppo economico e di adeguamento infrastrutturale». E’ questo l’amaro commento di Gian Domenico Cappellero, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, alla mancata assegnazione dei campionati del mondo di sci alpino del 2019 a Cortina d’Ampezzo, a favore della località svedese di Are.

«Non so quando abbiano influito le questioni di geopolitica dello sport – evidenzia Gian Domenico Cappellaro – e quando invece abbiano inciso gli scandali giudiziari emersi proprio a ridosso della votazione. Di certo, non abbiamo offerto al mondo una bella immagine del Paese, macchiato ancora una volta da pesantissime accuse di corruzione, tra l’altro proprio in Veneto. E’ una pagina vergognosa, che penalizza, anche in questa situazione specifica, i cittadini e le imprese che operano onestamente. Peccato, perché invece l’assegnazione dei mondiali a Cortina d’Ampezzo avrebbe potuto essere l’inizio di un nuovo percorso virtuoso, nonché l’occasione per dimostrare le nostre capacità nella gestione di manifestazioni così importanti». «Per la nostra provincia – aggiunge il presidente dell’associazione industriali – questo evento avrebbe potuto garantire non solo una visibilità enorme, ma anche quegli investimenti in infrastrutture materiali e immateriali che le imprese attendono da anni per essere più competitive sui mercati internazionali».

«E’ una sconfitta che fa male – aggiunge Sandro Da Rold, componente della giunta esecutiva di Confindustria Belluno Dolomiti con delega al turismo – perché perdiamo davvero un’occasione, forse unica, per dare un impulso forte a tutto il settore turistico. Spiace perché la nostra associazione, soprattutto negli ultimi mesi, si è impegnata per sostenere la candidatura di Cortina d’Ampezzo, proprio nella convinzione che i mondiali di sci avrebbero avuto una ricaduta positiva su tutto il sistema economico bellunese. Agli organizzatori va comunque un plauso per l’impegno profuso e per la bontà del progetto presentato: se è stata scelta Are non dipende tanto da questioni tecniche, quanto da logiche che fatichiamo a comprendere