evento 20.05.2015

Cucinare con le erbe spontanee, una rassegna nel Borgo di Mel (BL) dal 14 al 17 maggio

Radicele 2015 a Mel

Il contrario dell'hamburger sta nel prato dietro casa. In pochi ci fanno caso, probabilmente, ma in primavera i prati bellunesi, tra le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, si riempiono di radicele, s'ciopét, briscàndoi e ortighe con cui è possibile preparare ottime zuppe, gnocchi, crespelle e contorni a chilometri zero.

Dal 14 al 17 maggio Mel festeggia le erbe spontanee, cibo local per eccellenza, con quattro giorni di assaggi, passeggiate, convegni, rievocazioni, mangiate luculliane, musica…

La manifestazione Radicele è alla sua sesta edizione: è nata sulla scia della veterana Mele a Mel, che riempie di profumo l'autunno zumellese.

“Tra di noi – racconta Debora Lotto, una delle organizzatrici – ci sono appassionati di erbe spontanee. Ma la verità è che qui in Valbelluna siamo invasi dalle radicele, e mentre ci scervellavamo per decidere cosa fare, fuori c'erano questi nostri prati stracolmi dei fiori gialli del tarassaco (la radicela, in dialetto bellunese) e il tema è venuto un po' da sé”.

Dal 14 al 17 maggio quindi si potranno gustare piatti della tradizione povera bellunese – la zuppa alle erbe, il risotto con briscàndoi e ortighe, la torta zumela, gli gnocchi con le radicele… – e riscoprire così sapori forse dimenticati, erbe alle quali certo non si presta attenzione quando si fanno quattro passi all'aperto.

Nonostante la centralità del momento culinario – Radicele o I sapori della primavera, si chiama la manifestazione – ci sarà anche spazio per molto altro: sabato 16 nel tardo pomeriggio (alle 18,30 in Municipio) un docente universitario, un'antropologa e una responsabile di presidio Slow Food si incontreranno per chiacchierare di cibo dalla Prima Guerra Mondiale all'Expo di Milano, e di erbe spontanee come cibo di eccellenza, oggi, dopo che per secoli sono state cibo di sopravvivenza.

Il pomeriggio di sabato (partenza alle 15) e la mattina di domenica (partenza alle 9) sono in programma due passeggiate didattiche alla scoperta delle piante commestibili del nostro territorio: prima a Praderadego, poi nei dintorni del Castello di Zumelle, alcuni esperti racconteranno vita morte e miracoli delle erbe officinali spontanee e guideranno i partecipanti nella raccolta.

Il pomeriggio di sabato sarà rallegrato da una partita a scacchi con personaggi viventi, ben vestiti da re e regine, cavalli torri e alfieri: giovani figuranti riproporranno la famosa – per chi a scacchi ci gioca – partita “Il matto di Legal”, mossa dopo mossa come nel lontano 1750.

Domenica la piazza e le vie di Mel si animeranno dei canti popolari, dei costumi e della sfilata spettacolo dell'associazione “Le arti per via”, che ricreerà per il piacere del pubblico un antico mercato di paese, con il carrettino del gelato, le gonne lunghe, le gabbiette per gli uccelli e i cesti di paglia.

Ai bambini sono dedicati i laboratori della Cooperativa Il Mazarol, agli appassionati del verde la mostra mercato che come ogni anno esporrà soprattutto prodotti di erboristeria, piante, fiori e arredamento da giardino: nella giornata di domenica nel paesetto di Mel ci si aspetta ormai tra le tre e le quattromila persone. Sabato in serata ci sarà anche il primo di una serie di concerti che andranno a comporre il cartellone della Rassegna internazionale di canto corale di Mel: alle 20,30 nella chiesa arcipretale del paese si esibirà il coro svizzero Ensemble Couleur Vocale.

Quattro giorni di festa per godere dei primi caldi in vista dell'estate e riscoprire gusti antichi, intimi. Slow Food non può non esserci, come spiega Luca Pessot, fiduciario della condotta di Belluno: “Slow Food ormai da trent'anni parla di sopravvivenza del cibo – inteso come biodiversità. Rispetto al fast food, appunto, i cui piatti sono poveri dal punto di vista della biodiversità: pratici, senza dubbio, ma a New York come a Tokyo sempre uguali. La tutela della differenza e della specificità passa attraverso la cura di un territorio: con la modernità abbiamo perso alcuni prodotti locali (spesso d'eccellenza) che si erano perfettamente adattati al nostro territorio”.

Con Radicele si torna per quattro giorni alla specificità spontanea della terra bellunese: e chissà che la manifestazione non sia di ispirazione, che di anno in anno i prati della Valbelluna non tornino a essere luoghi di raccolta per sempre più persone.