news 01.03.2017

Dolomiti, Tiziano e occhiali

La ricetta di Confindustria Belluno Dolomiti per il rilancio del territorio bellunese

Presentato al Mido di Milano il Distretto culturale evoluto delle Dolomiti, già riconosciuto ufficialmente dalla Regione Veneto e condiviso con il Ministero degli Esteri e dal Ministero dei Beni Artistici e Culturali e del Turismo. La Farnesina all’Associazione: un modo di promuovere il Paese che condividiamo. La fondazione Symbola: un laboratorio per l’Italia. Iorio: cuore della visione di Confindustria

Le Dolomiti: le montagne più suggestive del mondo, riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Tiziano: uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, conosciuto e ammirato in ogni angolo della Terra. Gli occhiali: tra i prodotti d’eccellenza del Made in Italy, da sempre sinonimo di creatività e bellezza. Sono questi i tre “brand” bellunesi più famosi in Italia e all’etero e, proprio per questo, sono anche i tre elementi principali del “distretto culturale evoluto”, un progetto ideato da Confindustria Belluno Dolomiti e presentato nei giorni scorsi a Milano, all’interno di Mido, la più importante fiera internazionale dell’occhialeria. A illustrare l’iniziativa, nell’evento che si è svolto all’Otticlub di Mido, sono interventi: Cirillo Marcolin, presidente Anfao; Lorraine Berton, presidente Sipao; Maria Giovanna Coletti, presidente della Fondazione Tiziano; Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola, Renzo Iorio, presidente del Gruppo Tecnico “Cultura e Sviluppo” di Confindustria; Stefano Micelli, direttore scientifico della Fondazione Nord Est; Armando Massarenti del Sole 24 Ore.
Cultura, ambiente e manifattura, dunque, come driver per lo sviluppo sostenibile e inclusivo della montagna bellunese. Il “distretto culturale evoluto” è già stato ufficialmente riconosciuto, con una delibera di giunta, dalla Regione Veneto ed è stato condiviso con il Ministero degli Esteri (“un modo di promuovere il Paese che condividiamo pienamente”, ha scritto in una lettera la Farnesina) e con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
«Il nostro progetto – ha detto Lorraine Berton - richiede la definizione di un soggetto giuridico adeguato e, quindi, di un modello di governance che coinvolga i principali attori interessati, con un board composto dai rappresentanti degli enti e delle associazioni aderenti e con un comitato scientifico che, oltre a qualificarne e indirizzarne l’attività, si occupi dell’ideazione e della raccolta di progetti e iniziative coerenti con i suoi obiettivi, nonché dei finanziamenti per realizzarli».
«È stato rilevato – ha osservato Cirillo Marcolin, presidente di ANFAO - che le imprese che investono in cultura e creatività registrano performance migliori in termini di fatturato e di export rispetto a quelle che non lo fanno. E questo è un aspetto rilevante, soprattutto per un territorio e un distretto, quello dell’occhialeria, che fa del design e della creatività uno dei suoi principali punti di forza, anche rispetto alla concorrenza internazionale. La cultura, così, può incrociarsi con l’innovazione tecnologica e la green economy, valorizzando il patrimonio storico e artistico che troviamo in tutti i territori italiani, dove c’è uno straordinario mix di ricchezze naturali e sapienza dell’uomo, dove si realizzano quei prodotti artigianali e industriali che portano in sé il valore della bellezza e della cultura dei luoghi».
«Sosterremo con tutte le nostre forze il progetto proposto da Confindustria Belluno Dolomiti – ha dichiarato Maria Giovanna Coletti – perché dobbiamo mettere insieme ambiente, paesaggio, patrimonio storico d’eccellenza, per costruire un sistema che favorisca il rilancio della nostra provincia, prendendo anche a modello i paesi del Nord Europa, che rappresentano un vero punto di riferimento».
«Cultura, Manifattura e Qualità del Territorio – ha affermato Renzo Iorio, del Gruppo Tecnico “Cultura e Sviluppo” di Confindustria - sono i tre capisaldi del Distretto Culturale delle Dolomiti e il cuore della visione di Confindustria per una concreta prospettiva di crescita del nostro Paese. Con Confindustria Belluno-Dolomiti - come con l’intero sistema associativo - sappiamo di operare in una traiettoria comune che vede la cultura nella sua concezione ampia come forte identità competitiva del nostro Paese e della produzione italiana sui mercati internazionali. L’Italia deve saper uscire in tal senso dalla logica della rendita, dell’eredità ricevuta, del suo puro sfruttamento e conquistare invece una dimensione di prospettiva, di capacità di fare impresa e creare lavoro in modo diffuso e sostenibile. La cultura deve essere quindi valorizzata sempre più nella sua capacità di essere motore di crescita e volano di sviluppo nei territori oltre che indispensabile elemento identitario intorno al quale rinsaldare un concreto legame sociale».
«Il comparto delle industrie culturali e creative – ha aggiunto Domenico Sturabotti -rappresenta in termini economici uno dei più dinamici d’Italia. Secondo le ultime rilevazioni di Fondazione Symbola e Unioncamere queste filiere non solo contribuiscono direttamente alla ricchezza del Paese con 89,7 mld di euro e 1,5 milioni di addetti, ma soprattutto generano innovazione di matrice culturale che rende più competitivo il made in Italy. Il Distretto culturale delle Dolomiti Bellunesi, presentato oggi, coglie l’esigenza di sviluppare nuovi modelli di sviluppo territoriale a matrice culturale e creativa. Un’esperienza importante per il territorio, un laboratorio per l’Italia».
«Il progetto di Confindustria Belluno Dolomiti – ha rilevato Stefano Micelli – è l’attuazione del manifesto del nuovo manifatturiero proposto due anni fa da Confindustria Veneto e dalla Fondazione Nord Est e incentrato anche su un nuovo rapporto tra cultura e manifattura. Comprende, però, un’interessante componente in più: la variabile territorio. Per guardare al futuro è importante valorizzare la professionalità creativa e la cultura manifatturiera del lavoro e del fare. Il nostro patrimonio, con questi ingredienti, diventa ineguagliabile».
«Abbiamo condiviso questa proposta – ha fatto sapere l’assessore regionale Cristiano Corazzari - con l’obiettivo di avviare un processo che, applicando una strategia di valorizzazione e sviluppo del sistema culturale, conduca alla creazione di una modalità di marketing territoriale evoluto e crei, nel contempo, le condizioni per una maggior competitività del territorio e delle imprese, con un orientamento all’eccellenza, all’innovazione e alla creatività».