news 09.05.2014

A Mel tutti i sapori di Radicèle

Dal 15 al 18 maggio Mel ospita la festa dei sapori della primavera, tra ortiche, zigói e briscandói

In primavera le Prealpi Bellunesi esplodono di verde. Pare non ci sia spazio per altro – non per le case, non per le strade, non per le automobili – che per alberi, erba e fiori. 

Capita, girovagando per i pendii della sinistra Piave, di incrociare gruppetti di camminatori immobili: muniti di borsetta, accucciati a terra, cercano radicèle (il tarassaco, in dialetto bellunese), zigói (silene) o briscandói (luppolo selvatico) per gustosi risotti a prova di crisi. La primavera è il momento perfetto per (ri)scoprire i gusti della cucina povera locale, che si sbizzarrisce in ricette a base di erbe spontanee. 

A Mel, un piccolo centro ai piedi delle Dolomiti, a metà strada tra Belluno e Feltre, alle erbe spontanee dedicano ogni anno una fiera, “Radicèle. I sapori della primavera”. Dal 15 al 18 maggio il borgo storico – bandiera arancione del Touring Club Italiano – ospiterà una serie di iniziative per celebrare i gusti della tradizione contadina. 

Giovedì e venerdì appuntamento di sera, per cena: pasta con radicèle e pastin (altra pietanza tipica bellunese, a base di carne tritata e speziata di maiale), zuppa alle erbe, frittata con radicèle e briscandói, panna cotta con miele di fiori di radicèle... Ce n'è per tutti i gusti. Sabato e domenica l'offerta diventa anche culturale: passeggiate (alle 15 di sabato e alle 9 di domenica “Piante commestibili del nostro territorio”, alle 8,30 di domenica CICLOmelANDO in bicicletta), incontri (alle 18 di sabato, in municipio, convegno sulla “Viticoltura sostenibile nella Valbelluna”, alle 20,30 presentazione del progetto “Parole lidiere”, alle 18 di domenica presentazione del libro di Mara dell'Asen “L'odore del mare sulla montagna”), visite culturali (alle 9,30 di domenica, itinerario artistico-culturale a Mel e dintorni con il FAI), mostra mercato (dalle 10 di domenica)... 

Non è quindi solo il palato, a gioire: Mel varrebbe una visita anche nei giorni più noiosi dell'anno. Non è un posto che si impone all'attenzione del visitatore distratto. I vecchi cortili, le colline imbiancate di narcisi, il castello medievale: nulla di tutto questo è visibile dalla strada statale, si trova però facilmente se ci si ferma a curiosare. 

Il centro storico di Mel è un gioiellino: splendidi palazzi cinquecenteschi in stile veneziano, logge e torrette e corti interne fiorite, chiese senza campanili, un museo ricco di reperti – per lo più provenienti dalla necropoli paleoveneta dell'VIII secolo a.C. Un albergo settecentesco – l'Antica locanda Cappello, nella piazza centrale – che è anche uno dei ristoranti più rinomati della provincia. 

Poco lontano dal centro, si può visitare il castello di Zumelle, il meglio conservato di tutto il Bellunese. In posizione strategica, fu uno dei più importanti centri difensivi della vallata. Per secoli da qui si controllarono i traffici dalla e per la pianura. Anche il borgo di Mel era fortificato: le mura vennero però distrutte dopo il suo passaggio alla Serenissima Repubblica di Venezia, nel 1404. Come la vicina Feltre, anche Mel preferì la pace veneziana a un susseguirsi di signori – e fece bene, visto che prosperò fino all'arrivo di Napoleone. 

Dopo la visita storica e la mangiata all'insegna della tradizione, arriva il momento della passeggiata: e a metà maggio non c'è nessun posto come i colli della sinistra Piave. Tra Zelant e Praderadego fioriscono a migliaia i narcisi e i prati sono investiti da un'ondata bianca. Dura poco, come in Giappone la fioritura dei peschi: quest'anno i narcisi tardano a sbocciare, finora ha fatto troppo freddo. È probabile che quello di Radicèle sia il weekend giusto.