news 18.06.2015

Foto di guerra tra le Dolomiti d'Ampezzo

“Attesa sul fronte dolomitico della Grande Guerra” di Fabio Pasini: sino a ottobre un’esposizione fotografica sul Monte Lagazuoi, per conoscere i luoghi simbolo del fronte italoaustriaco 

Attesa sul fronte dolomitico della Grande Guerra: è il titolo della mostra fotografica di Fabio Pasini, visitabile gratuitamente sino a ottobre, presso la sala d’attesa della stazione di arrivo della funivia sul Monte Lagazuoi dalle ore 9.00 alle 17.00.

Il fotografo ha scelto di fermare alcune immagini dei luoghi simbolo del fronte italoaustriaco con il foro stenopeico: nessuna lente, nessun mirino, solo un piccolo foro attraverso cui la luce impressiona la pellicola, per cogliere, senza filtri, tutta la bellezza e la drammaticità dei territori dolomitici più indomiti, teatro involontario delle azioni di guerra.
 
«Ho trascorso questi ultimi venti anni vagabondando per lande remote ed estreme» ha affermato Fabio Pasini, che ha raggiunto Capo Horn in kayak, attraversato la Groenlandia con gli sci, la Terra di Baffin e percorso Himalaya, Svalbard, Patagonia, Islanda, Alpi, Highlands, Atlante, Balcani, Grande Nord europeo e canadese. Scopo della sua fotografia è «fissare un’emozione, condividerla e perpetuarla nel tempo».
 
Il medesimo principio ha ispirato l’ultima personale Attesa sul fronte dolomitico della Grande Guerra che, come il suo autore, ha scelto un luogo dalla natura incantata per mostrarsi, il Monte Lagazuoi: uno spazio dove terra e cielo si fondono grazie al moto sfuggente delle nuvole. «Il foro stenopeico ha permesso di fissare la bellezza di queste montagne» ha affermato il fotografo «ma soprattutto di coglierne la drammaticità, silenziosa e nascosta. Una semplicità estrema che impone grande cura, lunghi tempi di attesa e scarsa possibilità di controllo».
 
La mostra è composta da 17 immagini in bianco e nero con foto delle trincee sul Lagazuoi e sulle 5 Torri, delle postazioni italiane della Cengia Martini, della Tofana di Rozes e del Sass di Stria; ma anche del Pasubio, della Strada delle 52 Gallerie, del Colbricon, dell’area del Lagorai e di Passo Rolle; del Cristallino e del monte Piana, delle Tre Cime di Lavaredo viste da una postazione italiana scavata nella roccia del monte Paterno.

 

Credito fotografico: Fabio Pasini