evento 31.10.2017

I festeggiamenti per il santo Patrono a Belluno

San Martino, vescovo di Tours, , è il patrono – tra gli altri – del comune di Belluno, una piccola città di impronta veneziana ai piedi delle Dolomiti. L'11 novembre, il giorno di San Martino, cade alla chiusura dell'annata agraria, e a Belluno questo è il tempo delle castagne (San Martìn castagne e vìn). Da sempre – addirittura dal Trecento, pare – la prima domenica dopo il giorno del patrono in città si tiene una mostra mercato che riempie le vie e le piazze del centro storico di bancarelle stracolme di artigianato locale, prodotti biologici, piante e fiori, cibo di ogni tipo, un mercatino dell'antiquariato ("Cose di vecchie case", in piazza delle Erbe)… Su tutto, domina il profumo accogliente delle caldarroste e quello frizzante, aromatico, del legno di cirmolo.

 

Il cirmolo è il pino cembro, un aghifoglie che cresce di solito ad altitudini tra i 1500 e i 2200 metri. È un albero resistente, adatto alla montagna, ben distribuito nel territorio delle Dolomiti Bellunesi, dove di solito convive con larici e abeti rossi. Il legno del pino cembro è profumatissimo, tenero e leggero, ed è particolarmente adatto a essere lavorato, è molto amato dagli scultori.

 

A Belluno, la settimana prima della festa di San Martino il centro storico viene occupato da 22 scultori provenienti da tutta Italia – e oltre, spesso. Per qualche giorno, la città risuona di scalpelli e seghetti, gli slarghi e le vie si sporcano di riccioli biondi, ad ogni angolo ci si imbatte nella postazione di un artista del legno che intaglia o rifinisce, e interpreta il tema dell'anno a partire da un tronco grezzo o da un pannello di cirmolo. Per il 2017, il tema della XXXII Ex tempore di scultura su legno (dal 31 ottobre al 5 novembre) è “lo sguardo”.

Al termine della settimana di lavori – nell'aria il profumo del legno rimane per giorni e giorni, e c'è ancora una settimana dopo, per la festa di San Martino – le sculture vengono raccolte tutte nel cortile interno di Palazzo Crepadona. Dopo la cerimonia di premiazione di domenica 5 novembre, le 22 statue vengono esposte al pubblico votante (la Crepadona è aperta dal lunedì al venerdì: 10.00-12.30/15.00-18.30; e sabato 11 e domenica 12: 10.00-19.00).

 

Quest'anno gli artisti realizzeranno anche un'opera tutti assieme, durante la settimana di lavori. Dal 31 ottobre al 5 novembre, in Piazza dei Martiri ci sarà quindi anche il work in progress collettivo di un grande pannello due metri e mezzo per uno (circa), oltre alle dimostrazioni di lavorazione e intaglio del legno ad opera degli studenti della Scuola del legno, e – nel weekend prima di san Martino, il 4 e 5 novembre – l'esposizione di maschere lignee tipiche delle tradizioni della montagna locale e la mostra mercato “Legno e dintorni”.

 

Se San Martino non fa strani scherzi, e manda come da sempre la sua estate a novembre, questo periodo è forse uno dei più belli e imprevisti per visitare la città di Belluno, che per l'occasione si anima di vita e si profuma, racconta una delle proprie antiche tradizioni, dialoga con le montagne dispiegate a raggiera tutto intorno e si fa scoprire pezzo a pezzo, postazione d'artista dopo postazione. È anche una delle ultimissime occasioni per riempirsi gli occhi delle Dolomiti d'autunno, e salire in quota alla ricerca dei cirmoli in ambiente, sotto cieli nitidissimi quasi invernali, un passo dopo l'altro su una terra che si fa sempre più brulla, a parte quella macchia di rosso all'orizzonte... 

 

 

 

 

 

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