news 27.04.2017

“Invasioni Digitali” approda anche sulle Dolomiti bellunesi

Invasioni Digitali è un'iniziativa nata nel 2013, che trasforma le persone in promotori digitali del proprio territorio e del patrimonio naturalistico e culturale nazionale. In questi quattro anni, sono state organizzati oltre 1500 eventi in tutta Italia.

Dal 21 aprile al 7 maggio, le montagne Patrimonio Unesco saranno invase e raccontate nel web in occasione di 16 diverse iniziative, che coinvolgeranno musei, associazioni, abitanti e appassionati della montagna… Invasioni Digitali è un'ottima occasione, per chi li abita, di (ri)scoprire i propri luoghi, e per chi li visita – magari per la prima volta – di guardarli con gli occhi social di decine di curatori digitali locali. Per chi fosse interessato a partecipare a una delle Invasioni organizzate tra le Dolomiti Bellunesi, rimandiamo qui al calendario ufficiale: http://www.invasionidigitali.it/calendario-invasioni-2017/ (selezionare la provincia di Belluno). In particolare, segnaliamo Dolomixer, l'invasione sonora evento di chiusura dell'iniziativa Invasioni Digitali in Dolomiti, prevista per il pomeriggio del 7 maggio presso il nuovissimo museo Fulcis, in centro a Belluno: http://www.invasionidigitali.it/invasione/dolomixer-invasione-sonora-al-museo-fulcis/.

 

Per chi invece non potesse partecipare agli eventi di aprile-maggio, Invasioni Digitali resta comunque un'occasione: perché crea una trama di racconti e visioni dal basso di un territorio – le Dolomiti – certamente magnifico, ma troppo spesso idealizzato e stereotipato. La proposta è perciò “usare” Invasioni Digitali come fosse una guida, parziale ma partecipata, ad alcuni importanti luoghi culturali delle Dolomiti Bellunesi. Partiamo, allora.

 

  • Palazzo Fulcis, Belluno. Il Fulcis è uno splendido palazzo appena restaurato che si trova nel pieno centro della città di Belluno, a pochi metri dalla piazza principale, piazza dei Martiri. Da pochi mesi è la nuova sede del museo civico cittadino (http://mubel.comune.belluno.it/). La collezione, tra le più antiche del Veneto, comprende oltre 600 opere che spaziano dalla pittura (Tintoretto, Ricci, persino Tiziano) alla ceramica. Nei tremila metri quadri di affreschi e stucchi di palazzo Fulcis non trovano ovviamente posto tutte le opere della collezione civica, ma un'accurata selezione che nel tempo continua a rinnovarsi. Seguendo le tracce di Invasioni Digitali (http://www.invasionidigitali.it/invasione/fulcis-in-citta/), cercate le sculture dalle fontane cittadine dei santi Lucano, Joatà ed Elena, la “Veduta di Piazza Campitello” di M. Ricci, la “Baruffa tra zattieri e biri” di A. Lazzarini, il “Concerto in Piazza Campitello” e l'”Esposizione del tricolore in piazza Duomo” di A. Seffer e poi uscite tra le vie del centro a scoprire come sono diventati, oggi, gli scorci ritratti da autori di altri secoli…

 

  • Museo Marmolada Grande Guerra, Rocca Pietore. La Marmolada è la cima più alta delle Dolomiti. Oggi ci si sale comodamente con la funivia, e in poco tempo si può raggiungere il cocuzzolo da cui dominare chilometri di magnifiche cime cangianti, e riempirsi lo sguardo di Monti Pallidi lividi o aranciati, di altre Nazioni, persino del mare, giù verso la laguna veneziana. Lungo la funivia si sviluppa anche il museo della Grande Guerra, che a circa 3000 metri di quota è il più alto d'Europa. Il museo della Marmolada (http://www.museomarmoladagrandeguerra.com/) racconta la storia affascinante e terribile della prima guerra mondiale combattuta in alta montagna, e lo fa attraverso un percorso interattivo, multimediale e multisensoriale, che presenta la guerra in Marmolada attraverso l’esperienza, il racconto, le testimonianze degli uomini che davvero l’hanno dovuta combattere. Oltre allo spazio espositivo, potete anche seguire le tracce virtuali di questa Invasione Digitale in altissima quota (http://www.invasionidigitali.it/invasione/le-cronache-della-citta-di-ghiaccio/) e far galoppare ancora di più l'immaginazione, e figurarvi una Città di ghiaccio sotto la coltre di neve, il rumore dei cannoni, le storie dei poveri ragazzi soldati…

 

  • Museo dell'Occhiale, Pieve di Cadore. L'occasione per parlarne è l'Invasione Digitale (www.invasionidigitali.it/invasione/una-lente-su-pieve/) che da queste stanze parte per osservare e raccontare Pieve tutta, città patria del grande pittore del colore Tiziano, ma il Museo dell'Occhiale (www.museodellocchiale.it) è una perla culturale della provincia bellunese, assolutamente da visitare. Magari uno non ci pensa, a quante curiosità si possono scoprire, sulle due lenti che ci salvano da sole, miopia e presbiopia… Il museo di Pieve, ospitato in un bell'edificio moderno a due passi dalla casa dove nacque il Tiziano, è il posto giusto per farsi sorprendere, tra occhiali antichi improbabili e occhiali famosissimi, e per conoscere un po' più a fondo la storia di un'arte e di un'industria attualissima, che contribuisce in larga misura alla possibilità di ancora abitare le magnifiche Dolomiti Bellunesi.

 

  • Museo Vittorino Cazzetta, Selva di Cadore. Quello dedicato a Vittorino Cazzetta è un bel museo paleontologico, archeologico e storico, recentemente ristrutturato (www.museoselvadicadore.it). I principali reperti del museo sono un enorme calco della superficie di un masso caduto dal Monte Pelmetto, su cui si sono conservate delle impronte di dinosauro, e una sepoltura mesolitica completa di corredo funerario ritrovata a Mondeval de Sora 30 anni fa dallo stesso Vittorino Cazzetta. L'Invasione Digitale organizzata dal museo (www.invasionidigitali.it/invasione/a-caccia-con-mondeval-3/) ruota proprio attorno alla figura dell'Uomo di Mondeval, un cacciatore vissuto 7.500 anni fa e morto in uno dei luoghi più belli delle Dolomiti Bellunesi. Lo scheletro perfettamente conservato dello sfortunato cacciatore si trova al museo, ma voi, ispirati dalle foto degli invasori dolomitici, mettete su gli scarponi, salite al passo Giau e seguite le sue antiche tracce fino alla piana di Mondeval.

 

  • Valle dell'Ardo, Belluno. Anche in quest'ultimo caso, vi invitiamo a uscire dal “museo” e dall'esperienza digitale, indossare scarpe comode e scoprire i luoghi veri, i rumori, gli odori, le presenze delle Dolomiti Bellunesi. Il TAM (Tutela ambiente montano del CAI) di Belluno propone un'Invasione Digitale per bambini (http://www.invasionidigitali.it/invasione/la-valle-dellardo-virtual-travel/), un virtual travel su Google Street View lungo la valle dell'Ardo, che dalle foci del torrente, ai piedi della città di Belluno, risale verso la sua sorgente, verso la magnifica Schiara tanto amata dal bellunese Dino Buzzati. Lungo l'Ardo noi vi consigliamo di andarci di persona, rimanendo in basso e ripercorrerendo i luoghi artigiani della Belluno del passato, tra antichi opifici, spadari, cartiere, trotifici regi…  oppure svettando più su, e un po' faticando, verso il rifugio Settimo Alpini, sempre con il sottofondo gorgogliante delle acque allegre del torrente.