evento 14.09.2014

L'epopea del salto con gli sci a Cibiana di Cadore rivive grazie a "Quei ragazzi nati sotto i spighe de Roan"

La presentazione del libro domenica 14 settembre ore 17.30 al centro culturale Taulà dei Bos di Cibiana

200 pagine e oltre 250 fotografie per il libro di Osvaldo Da Col che racconta cento anni di sport e di vita del “paese dei murales” tra le  Dolomiti Bellunesi

Rivive l’epopea del salto con gli sci a Cibiana di Cadore. E rivivono anche i  momenti gloriosi del bob e di tanti altri sport legati alla neve che hanno portato nel mondo il nome di Cibiana paese delle Dolomiti  Bellunesi noto come il “paese dei murales”.

Sono l’epopea e i momenti gloriosi raccontati in “Quei ragazzi nati  sotto I spighe de Roan”, corposo libro (200 pagine e oltre 250  fotografie) in uscita la prossima settimana a cura di Grafica Sanvitese  e il cui autore è da Osvaldo Da Col.

Cibianese, classe 1940, un passato da emigrante in Germania, Da Col è  l’inventore dei Murales di Cibiana. E’ colui, cioè, che con la collaborazione dell’artista Vico Calabrò ha fatto del proprio paese una  pinacoteca all’aperto dove grandi artisti italiani e stranieri hanno dipinto, per diversi anni, la storia della comunità sui muri delle case.
Ora Da Col rende un altro omaggio a Cibiana. Lo fa al termine di tre  anni di ricerche e di lavoro il cui frutto è dato da “Quei ragazzi nati 
sotto I spighe de Roan”.

Vi si racconta «la vita di una piccola comunità delle Dolomiti bellunesi  e dei suoi abitanti che hanno saputo arricchire il senso della loro vita 
anche con lo sport – scrive Da Col -. E lo hanno fatto con tanta  passione e con tanto impegno da far rimbalzare il nome di Cibiana di Cadore sulle più prestigiose cronache sportive nazionali» e non solo.

Protagonista principale di “Quei ragazzi nati sotto I spighe de Roan” è  il salto con gli sci, disciplina che nel Centro e nel Nord Europa  continua a conoscere una popolarità spesso superiore a quella dello sci  alpino o dello sci di fondo e che è, anche, una formidabile opportunità per l’economia dei territori di montagna. A saltare a Cibiana si  cominciò, su trampolini di neve, negli anni successivi alla prima guerra  mondiale. Pian piano si sviluppò e si consolidò una vera e propria  “scuola”: Cibiana per due decenni è stata uno dei grandi centri italiani della specialità, sfornando atleti che costituivano l’ossatura della  nazionale azzurra e che in campo internazionale ottenevano risultati  fenomenali: su tutti il record mondiale di Nilo Zandanel, ottenuto con un salto di 144 metri nella tedesca Oberstdorf. Le imprese cibianesi  nascevano sui trampolini che proprio a Cibiana erano stati costruiti:  inaugurati il 16 marzo del 1952, funzionarono fino al 1966, quando l’alluvione spazzò via tutto.

Ma il nome di Cibiana era famoso nel mondo degli sport invernali anche grazie al bob. Qui nacque infatti uno dei grandissimi in Italia, il più 
grande dopo Eugenio Monti: Nevio De Zordo, atleta capace di vincere, tra  le altre cose, due medaglie d'oro ai Campionati del mondo (nel due a 
Lake Placid 1969 e nel quattro a Sankt Moritz 1970) e una medaglia  d’argento alle Olimpiadi giapponesi di Sapporo 1972. Ma cibianesi furono 
anche atleti di eccellenza anche in discipline che poco avevano a che fare con la montagna. Nel nuoto, ad esempio, si distinse quel Bruno Bianchi che fu azzurro alle Olimpiadi di Melbourne 1956 e Roma 1960.

Tutto questo è raccontato nel libro di Osvaldo Da Col. Libro che non  vuole essere una semplice cronistoria di un’epopea ma vuole raccontare 
«la vita e quindi i sentimenti, le speranze, le delusioni, le feste e  gli aneddoti» di oltre un secolo di storia di Cibiana.