news 30.09.2014

Le opere sul Vajont di Gino Fossali in mostra al Fondaco delle biade di Feltre

Nel 1965, a due anni dalla tragedia, Gino Fossali espone alla Galleria Internazionale di Venezia un importante ciclo di lavori.

Il giovane pittore cadorino che viveva a Milano dal 1960, nella catastrofe del Vajont ha perduto amici e compagni di studi: la tragedia gli appare più lucida, dopo averla sperimentata di persona. Lavora intensamente per due anni: inizia e conclude una serie di lavori, presentati nella galleria veneziana e che, oggi, a distanza di quasi 51 anni, appaiono straordinariamente significanti.
Scrive Fossali nel catalogo della mostra: “…per un’analisi meditata della nostra condizione umana, delle contraddizioni di una società sviluppatasi tecnologicamente senza curare lo sviluppo di nessun presupposto etico.
“I risultati si possono vedere a Longarone, ma le vittime siamo tutti noi.
“A Longarone hanno pagato col sangue, noi paghiamo con un tragico inadattamento”
E ancora, con la straordinaria preveggenza dell’artista:
“ Il Vajont non è un fatto isolato, non il primo né l’ultimo”
Il pittore, certo non estraneo alle avanguardie del ‘900 e soprattutto all’espressionismo mitteleuropeo, manifesta il suo senso panico del colore nell’organizzazione del quadro, con un’accensione e una forza tragica e visionaria che si traducono in una espansione emozionale in cui dolore e angoscia si uniscono con straordinaria intensità. Anche i disegni, caratterizzati da un segno molto personale, sottile, fermo, tagliente, esprimono una lucida, allucinata espressività. L’artista accompagna i suoi lavori con una poesia carica di emozione e dolore, ma sopratutto di fiera denuncia nei confronti dei responsabili della catastrofe di Longarone.

Queste opere saranno esposte a Feltre, nel Fondaco delle biade, dal 4 al 26 ottobre, con orario: sabato 14 -18, domenica 10 -12/14 -18. Inaugurazione sabato 4 ottobre alle ore 17 con interventi di Adriana Lotto, pres. dell'associazione Tina Merlin e del critico d'arte Erminio Mazzucco.
L'iniziativa è curata dal Comune di Feltre e dall'Associazione Tina Merlin.