news 10.03.2015

Nella Ski Area San Pellegrino si respira aria pura

La conferma arriva dagli scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell'Università Ca' Foscari 

Dal Passo San Pellegrino bastano pochi minuti in funivia per raggiungere il Col Margherita e ammirare un panorama di incredibile bellezza con vista su tutte le principali vette delle Dolomiti, dalle Pale di San Martino all’Agner, dal Cristallo al Civetta, passando per Antelao e Pelmo. Di fronte la maestosa e leggendaria parete Sud della Marmolada, in lontananza i Lagorai, le Dolomiti Bellunesi e quelle d’Oltre Piave.

Proprio qui gli scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IDPA) e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia studiano la composizione chimica dell’atmosfera al fine di valutare quali siano gli impatti delle attività umane e dei cambiamenti climatici sugli ambienti più remoti ed incontaminati del Pianeta.

Dall’estate 2011, infatti, la stazione del Col Margherita è stata inserita nella rete Global Mercury Observation System (GMOS -http://www.gmos.eu), la prima rete mondiale di monitoraggio del mercurio, sia per la straordinaria purezza dell’aria presente in quest’area delle Dolomiti che, pur essendo relativamente vicina alla popolosa ed industrializzata Pianura Padana, presenta caratteristiche chimiche paragonabili a quelle di luoghi incontaminati come Groenlandia, Artico e Antartide, sia per la grande disponibilità degli impiantisti della ski area San Pellegrino che durante tutto l’anno collaborano attivamente con gli scienziati e fanno da “custodi” a questo importante sito di ricerca.

Il mercurio, metallo volatile tra i più tossici e persistenti, rappresenta una seria minaccia per la qualità degli ecosistemi e per la salute umana, come sottolineato dal Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) nell’edizione 2013 del Global Mercury Assesment. Attività antropiche come l'astrazione dell'oro, la combustione del carbone e lo smaltimento dei rifiuti, disperdono questo elemento nell'atmosfera contaminandone i diversi compartimenti. In ragione della sua volatilità, viene trasportato dalle aree di emissioni fin nelle regioni più remote dove può depositarsi. Nella sua forma organica, il metil-mercurio, può accumularsi nel palnkton, nei pesci, negli uccelli fino ad esser assunto, attraverso la catena alimentare dagli esseri umani con effetti molto nocivi sul sistema nervoso, respiratorio, cardiovascolare e riproduttivo.

La rete internazionale GMOS si avvale di decine di siti di campionamento per la quantificazione in tempo reale di questo contaminante in atmosfera, coinvolgendo 23 istituti di ricerca internazionali.

Il ruolo della stazione del Col Margherita in questa rete mondiale di monitoraggio è quello di studiare i livelli di base di questo elemento in un sito Alpino d'alta quota. Infatti, l'altitudine del sito unito alle peculiarità della sua posizione geografica e delle dinamiche di circolazione delle masse d’aria fanno sì che in questa stazione si possano determinare i valori medi del mercurio presente nella troposfera, praticamente senza risentire in modo diretto delle emissioni su scala locale e regionale.

I dati sperimentali, registrati ad una risoluzione temporale di 5 minuti per 24 ore al giorni, 365 giorni all’anno, sono inviati in tempo reale ai centri di ricerca ove vengono elaborati e resi immediatamente disponibili al pubblico attraverso varie piattaforme web (http://gmos.dsi.unive.it/), oltre a fornire strumenti operativi per indirizzare le future politiche ambientali riguardanti le misure di contenimento e mitigazione delle emissioni inquinanti.