news 25.02.2016

Neve:  tempo di sciate e passeggiate con le ciaspe sulle Dolomiti.

Le tiepide giornate di marzo sono l'ideale per una ciaspolata tra i boschi delle Dolomiti bellunesi.  

Si può scegliere una passeggiata tranquilla ai piedi della montagna più bella delle Dolomiti (direbbe qualcuno), oppure un'emozionante camminata in uno dei luoghi simbolo della Grande Guerra in montagna o anche una gara estrema con panorami da spezzare il respiro.

Se chiedete ai locali, nel Bellunese, saranno in molti a dirvi che la cima più bella delle Dolomiti è il Pelmo. Certo, ci sono i sostenitori del Civetta o della Schiara, ma il Caregon del Padreterno – così viene chiamato il Pelmo, tanto imponente e ben piazzato da sembrare un gigantesco trono di pietra – suscita sempre sguardi innamorati e affettuosi, da qualunque angolazione lo si guardi. Il Pelmo si impone, con le sue pareti arancio rosate e la posizione privilegiata che spazia su più valli.
Per godere della meraviglia del Pelmo in inverno, ciaspe ai piedi, consigliamo una passeggiata tranquilla al rifugio Città di Fiume. La ciaspolata dura circa un'oretta (solo andata) ed è adatta anche per chi non ha mai indossato le racchette da neve in vita sua. Parte dal rifugio Staulanza, sul passo omonimo che collega la Val di Zoldo alla Val Fiorentina. Presso il rifugio è anche possibile noleggiare le ciaspe. Il sentiero per il Città di Fiume comincia proprio sotto le maestose pareti settentrionali del Pelmo, e si inoltra quasi subito dentro un bosco da favola di larici e abeti. Ma è solo il primo tratto: il bosco lascia presto spazio ai prati alti innevati attorno alla malga Fiorentina. Lo sguardo spazia e si illumina della bellezza imponente del Caregon del Padreterno. Dal rifugio Città di Fiume (a quota 1.918 m, circa 250 metri più su rispetto al punto di partenza) si vedono bene anche lo spettacolare organo di pietra del Civetta e più lontano la Marmolada e il gruppo del Sella. Se salite quassù nel weekend, è probabile troviate il rifugio aperto ( http://www.rifugiocittadifiume.it/o 3200377432) e possiate così gustare, oltre alle viste, anche degli ottimi piatti dolomitici.

Quella al Monte Piana è invece una ciaspolata un po' più lunga (cira due ore e 15' la salita) e impegnativa, anche a livello emotivo. Il percorso segue la strada militare che da sopra Misurina (partenza nei pressi dello skilift “la Loita”) sale di tornante in tornante sulla spianata densa di ricordi del Monte Piana.
Tra boschi e squarci panoramici spettacolari, si raggiunge con calma questa montagna piatta e un po' anomala, rispetto alle Dolomiti che la circondano. Il Monte Piana è stato per anni teatro di una sanguinosissima guerra di posizione tra l'esercito italiano e quello austriaco. A venirci a ciaspolare non si direbbe – anche perché il filo spinato e i resti della Prima Guerra Mondiale sono d'inverno sepolti dalla neve – ma questo pianoro meraviglioso cento anni fa è stato l'inferno per migliaia di giovanissimi soldati. Il Monte Pianto, lo chiamavano. Oggi è una spettacolare distesa bianca da esplorare – facendo attenzione a rimanere sempre e solo sui sentieri battuti, perché la neve nasconde camminamenti, trincee e fenditure del terreno. Lo spettacolo da cartolina che vi rapisce lo sguardo è naturalmente quello delle Tre Cime di Lavaredo: pare quasi di toccarle, da qui. Dal punto più alto del Monta Piana (lo riconoscete dalla croce che si staglia sul nitore del colle) si gode di un meraviglioso panorama a 360 gradi che spazia dal Cristallo alla Croda Rossa, dalle Tre Cime al Sorapiss.

Per un panorama anche più clamoroso (e mille metri più vicino al cielo), consigliamo infine la salita alla montagna più alta delle Dolomiti, la Marmolada. Il 5 marzo sarà possibile raggiungere la vetta di Punta Rocca (3265 metri sul livello del mare) con le ciaspe, partecipando alla ciaspolata più alta del mondo.
La Ciaspaltissima della Marmolada è quest'anno alla sua quarta edizione. È una gara alla portata di tutti, ma richiede un minimo di allenamento – anche solo respirare, a 3000 metri, comporta qualche difficoltà! La ciaspolata è lunga circa tre chilometri, e sale per 300 metri da Serauta (ci si arriva in funivia, ovviamente) a Punta Rocca. Faticosa è faticosa, ma anche per i più lenti il premio vale sicuramente il fiatone: la vista a 360 gradi che si conquista dalla terrazza panoramica è qualcosa di indescrivibile. Lo sguardo spazia fino alla laguna di Venezia, e abbraccia praticamente tutte le cime dolomitiche – così piccole, da quassù!
Per chi fosse interessato a partecipare alla Ciaspaltissima, il ritrovo è previsto dalle 13 di sabato 5 marzo presso l'hotel Principe in località Malga Ciapela. L'ultima salita in funivia è alle 15,30 (per ulteriori informazioni: http://www.ngtiming.com/?task=view_event&event_id=97 e 3396231678).