evento 15.05.2016

Radicèle, feltro e dimore antiche ai piedi delle Dolomiti Bellunesi

Per un weekend romantico e rilassante in primavera, le colline dolci della Valbelluna offrono molti spunti interessanti, dalle passeggiate nella natura che va risvegliandosi alle gite gastronomiche, dalle visite culturali ai centri storici più belli della zona al soggiorno insieme rustico e confortevole nel silenzio di uccellini e notti stellate. Dimore Dolomiti ad esempio (http://www.dimoredolomiti.it/) promette un soggiorno da favola nei pressi di uno dei centri abitati più affascinanti della valle, Mel. I fine settimana ideali potrebbero essere dal 5 all'8 maggio durante i corsi e gli incontri della rassegna “Feltrosa” oppure dal 12 al 15 maggio quando va in scena la rassegna “Radicèle… e i sapori della primavera”.
 

Mel è uno spendido borgo antico, abbarbicato su una collina al cospetto delle Prealpi Bellunesi, delle Vette Feltrine e delle Dolomiti, che sbucano aguzze dietro i monti della Valbelluna. È uno dei paesi bandiera arancione del Touring Club Italiano, un intrico elegante di ville e corti interne, splendide facciate affrescate, una bellissima piazza centrale (piazza Luciani) e tante manifestazioni che ne valorizzano i dettagli architettonici e archeologici e i deliziosi prodotti locali.
 

La “Feltrosa” (dal 5 all'8 maggio) è un incontro annuale del Coordinamento Tessitori, un'associazione che fa incontrare persone interessate alle arti tessili – dal ricamo alla tintura, dal feltro alla tessitura. Non sarà forse un caso se per la sua undicesima edizione Feltrosa ha scelto questo bel paese a pochi chilometri da Feltre – che al feltro, il panno tessuto non tessuto protagonista della manifestazione pare aver dato il nome… Ogni anno Feltrosa cambia location: nel 2016 è diventata bellunese, su invito dell'associazione locale ArteFibre Dolomiti. Il programma è bello ricco – tra corsi, cene, tavole rotonde ed esposizioni: anche in questo caso, si rimanda al sito dell'evento http://feltrosa.com/.

“Radicèle”, invece, è una fiera primaverile dedicata alle erbe spontanee, che con i loro sapori ben caratterizzati sono da sempre alla base di un buon numero di piatti poveri locali, nel Bellunese. Dalla zuppa alle erbe con ortighe, briscandói e žigói (ortiche, luppolo selvatico e silene), alla pasta con radicèle (tarassaco) e pastin, a Mel in primavera si mangia con quello che offrono i bellissimi prati della Valbelluna. Fin da piccoli, quando si cresce qui, ci si abitua a vedere gli adulti accovacciati nel verde, armati di coltellino e grandi borse di plastica, intenti a raccogliere ortiche e radicèle – per uno dei migliori risotti alla bellunese di tutto l'anno solare. Oltre alla gastronomia – le cucine della fiera non si disdegnano altri prodotti locali della Valbelluna, come i fagioli, il pastin, la polenta, i formaggi… – “Radicèle” è anche musica e folklore, passeggiate naturalistiche, incontri culturali, mostra mercato: date un'occhiata al sito http://www.radicele.it/.

 
Per chi programmasse un bel weekend lungo dedicato ai sapori della primavera bellunese, non c'è niente di meglio che un soggiorno rilassante tra arte e natura in una delle quattro magnifiche Dimore Dolomiti (presto saranno sei) distribuite tra il centro di Mel e i dintorni di questo insediamento di origine paleoveneta.


La prima di queste dimore, villa Francescon, dà sulla piazza principale di Mel. La splendida facciata affrescata di palazzo Barbuio-Gaio – uno dei più antichi del borgo – è solo la prima sorpresa per gli ospiti, poi vengono gli arredi eleganti di questa abitazione che risale al XIV secolo (corpo centrale) e il giardino interno fatto di portici, ortensie e un pozzo antico.

Dal centro di Mel tutto è a portata di gamba (chiedete ai proprietari biciclette e bastoncini da nordic walking), ma se preferite dormire in mezzo alla natura, senza illuminazione notturna che disturbi le vostre contemplazioni siderali, potete optare per la baita Prà di Campo o l'eremo Poggio Pagnan, due casere dei primi del Novecento che combinano perfettamente rusticità e comfort, tra muri in pietra e travi a vista, scale a pioli, chiavi antiche e soppalchi. In entrambi i casi state pur certi di trascorrere un soggiorno all'insegna del silenzio e delle passeggiate rigeneranti: probabilmente, oltre a un paio di stelle cadenti e lune clamorose, riuscirete anche a incrociare qualche animale guardingo, specie la mattina presto. L'eremo Poggio Pagnan si trova nella frazione Castron di Mel, e guarda su tutta la Valbelluna e sulle crode cangianti delle Dolomiti, la baita Prà di Campo è a Pellegai di Mel, in zona Praderadego – zona famosa in tutta la valle per la spettacolare fioritura primaverile dei narcisi e per il presunto passaggio dell'antichissima via Claudia Augusta Altinate.
 

A Marcador di Mel si trova l'ultima delle Dimore Dolomiti, villa d'Or, un'antica villa veneta come si deve, con il suo bel timpano centrale, i grandi camini che spiccano sul verde di scenografia e la vista che domina soddisfatta sul centro storico e sulla corona di crode che lo abbraccia da dietro. Su richiesta, chi soggiorna a villa d'Or può usufruire di alcuni servizi speciali – il cuoco personale, la serata di degustazione vini, la visita a cantine locali con degustazione…
 
Qualunque sia la dimora da voi scelta, suggeriamo qui di seguito alcuni spunti per sfruttare al massimo il vostro soggiorno a Mel – “Radicèle” a parte.

Maggio è la stagione giusta (ogni anno il periodo di fioritura varia un pochino, per cui informatevi) per prendersi una giornata di sole e dedicarla una passeggiata sulle colline dei narcisi, poco sopra Mel: profumo a parte, è davvero un'esperienza meravigliosa camminare in una nuvola bianca di vita nuova.

Esplorate il centro storico di Mel – non vi accontentate della pur bella piazza Luciani, curiosate oltre i cancelli e godetevi le tante splendide corti interne. L'ideale è approfittare di una delle molte manifestazioni che nell'arco di tutto l'anno vivificano le vie e i palazzi della città.

Prendete la macchina e visitate Feltre e Belluno: i due centri abitati più grossi della Provincia meritano ciascuno un pomeriggio con il naso all'insù tra chiese, monumenti e storie antiche che hanno l'odore del legno, di dominazioni rocambolesche e calli veneziane.       

Salite al santuario dei santi Vittore e Corona, ad Anzù di Feltre. Se vi sentite particolarmente devoti, potete andarci in ginocchio, come gli antichi pellegrini. In ogni caso, lasciatevi abbagliare dal subbuglio di impronta giottesca degli interni della chiesa, dalle tracce di culture lontane, dalla splendida scalinata elegante, dagli affreschi narranti del chiostro, dalla vista spettacolare sulla spianata dominata dal centro di Feltre.

Curiosate tra le stanze antiche del castello di Zumelle, a Tiago di Mel. Il castello, il meglio conservato della Valbelluna, è oggi diventato un parco tematico – ma che vi piacciano o meno le rivisitazioni storiche, è un luogo da vedere, anche solo per la splendida posizione dalla quale da secoli controlla la valle. Zumelle potrebbe essere una delle costruzioni sorte in epoca romana lungo il tracciato della via Claudia Augusta Altinate. Secondo alcuni archeologi, il troncone della Claudia Augusta che partiva da Altino, vicino a Venezia (l'altro saliva a Trento dal Po, dall'odierna Ostiglia), si sarebbe arrampicato da Follina lungo il passo di Praderadego (i narcisi…) passando per i castelli di Zumelle e Castelvint, quindi Cesana o Cesiomaggiore e Feltre.

Per cui, ultimo suggerimento, passeggiate in queste colline alla ricerca delle (pochissime, e incerte) tracce della Claudia Augusta Altinate – o meglio immaginando che questi boschi e questi colli potrebbero esser stati parte di quel tracciato che dalle acque della Pianura Padana saliva su dritto alla pancia della Germania, ai confini più turbolenti dell'Impero romano, e che alla caduta dell'Impero romano resistette tenace, diventando un importante asse per l'economia e gli spostamenti durante tutto il Medioevo.

 
Per altre informazioni sulle Dimore Dolomiti, oltre ad andare sul sito www.dimoredolomiti.it/, potete contattare l'Associazione Dimore Dolomiti al telefono (3480864430) o via mail (info@dimoredolomiti.it).