evento 30.04.2015

Shin Dong-Hyuk rifugiato nord coreano a Trichiana

L'ambasciatore Onu per i diritti umani sarà a Trichiana giovedì 30 aprile ore 20,30

Shin dong Huyk ha scelto Trichiana, il Paese del Libro, per la sua prima e unica uscita pubblica in Veneto e nel Nordest. L’appuntamento è per giovedì 30 aprile (alle 20,30, nella Sala San Felice) e sarà l’occasione per incontrare una delle personalità internazionali più importanti per i diritti umani in Nord Corea.

Nato in un campo di prigionia, e fuggito solo a 23 anni, Shin dong Huyk ha raccontato la sua odissea in un libro, best seller in 29 Paesi, "Fuga dal Campo 14", scritto con il giornalista americano Blaine Harden, pubblicato in Italia da Codice edizioni.

Se oggi il mondo conosce cosa accade davvero in quelle strutture dell’orrore che ricordano i campi di sterminio nazista o i gulag sovietici, lo si deve a questo ragazzo di 32 anni dallo sguardo gentile e dal corpo segnato da torture disumane: le caviglie deformate dai ceppi per tenerlo appeso a testa in giù durante l’isolamento, il dorso e le natiche marchiati dalle ustioni, le braccia piegate ad arco per i lavori forzati, il dito medio della mano destra mozzato, punizione per avere fatto cadere una macchina da cucire, il basso ventre forato dal gancio con cui le guardie l’avevano appeso sopra le fiamme, per torturarlo, gli stinchi bruciati dal recinto elettrificato scavalcato durante la fuga verso la libertà. Quella libertà che è al centro delle sue riflessioni in questa visita in Italia, nei giorni in cui si celebrano i settant’anni dalla Liberazione.

«Settanta anni fa in Italia – afferma Shin dong Huyk - ci sono stati degli individui coraggiosi, che hanno combattuto, a volte a costo della vita, contro il male. Si sono sacrificati nel nome di ciò che è giusto, o forse per i propri cari, per la loro libertà. E' accaduto lo stesso in molti Paesi. Se non fosse per tutti loro, ciascuno di essi, sia chiaro, nessuno di noi potrebbe sapere cos'è avere dei diritti, e forse non saremo mai loro abbastanza grati. Per questi uomini coraggiosi che hanno combattuto contro l'oppressione del Nazi Fascismo dobbiamo tutti ricominciare a esercitare la nostra gratitudine. Nel mio Paese, dove non c'è la libertà, dove gli orfani affollano le stazioni ferroviarie, le donne vendono vendute al confine con la Cina per 30 dollari, e gli uomini vengono mandati a lavorare come schiavi per costruire i grattacieli del Quatar, sogno un giorno di poter avere la stessa occasione di festeggiare con voi la nostra, di libertà. Non dobbiamo avere paura, ma io so quanto è difficile. Ed è per questo che ancor più ammiro le donne e gli uomini che hanno liberato l'Italia nel 1945».

L'incontro si terrà alle 20,30 nella Sala San Felice, a Trichiana (BL).