news 26.10.2014

Successo per la mostra Gino Fossali: Vajont opere 1963-1965 al Fondaco delle Biade

Grande partecipazione

Grande successo di pubblico per la mostra Gino Fossali: Vajont 1963-1965 inaugurata lo scorso 4 ottobre e visitabile fino al 26 ottobre 2014 al Fondaco delle Biade, segnalata anche da Milano Expo arte tra le mostre da visitare: http://milanoartexpo.com/

Con un linguaggio graffiante e impietoso l'artista, originario di Pieve di Cadore e scomparso a St. Etienne nel 2002, descrive lo strazio della tragica notte del 9 ottobre 1963 quando 50 milioni di metri cubi d'acqua della diga piombarono sulla popolazione inerme di Longarone, lambendo le pendici del monti, fino ad Erto Casso. Colpito dalla tragedia accaduta vicino alla terra d'origine, nella quale perse amici e compagni di studi, nei due anni successivi "Fossali disegna e lavora solo per quello, ricorda con gli occhi, ma soprattutto con il cuore e con l'anima, con la fantasia assorta e rattristata, brani e frammenti di immagini, la saga tremenda di uno sterminio reso ancora più acuto dalla consapevolezza che si poteva evitare". Il prodotto emotivamente forte del biennio di intenso lavoro venne presentato nel 1965 alla Galleria Internazionale di Venezia ed è ora riproposto al Fondaco. In oltre 50 tavole Fossali racconta lo strazio dei corpi scorticati dall'onda, con tendini e visceri messi a nudo, l'annientamento dei superstiti, la disperazione di madri e figli privati gli uni degli altri, la loro tragica conta. Coglie il terrore negli occhi delle vittime, come Edvard Munch, dà concretezza visiva all'urlo di dolore e di rabbia che erompe dalle loro bocche. Dall altro lato ritrae l'inumana, omertosa indifferenza di burocrati e tecnici, dispensatori di morte. Pochi e intensi i colori scelti: prevalgono il nero della china e del lavis; il rosso vivo di cui tinge l'acqua assassina, quasi una sciabolata che incide la carne inondando di sangue l'orizzonte. Poi ci sono i freddi azzurri, un ennesimo richiamo all'acqua e al gelo della morte. Una mostra che suscita emozioni forti, di far ricordare e riflettere. 
L'esposizione è aperta sabato e domenica. Le scolaresche possono prenotare le visite al Polo bibliotecario feltrino: tel. 0439 885244