evento 01.10.2015

Torna l'arte in Provincia di Belluno

Mel ottobre 2015-gennaio 2016

La grande pittura torna protagonista in provincia di Belluno, grazie alla nuova iniziativa della Pro Loco Zumellese, associazione con una consolidata esperienza nell’organizzazione di importanti rassegne artistiche. Dopo quattro anni, una nuova importante mostra animerà, dai primi di ottobre a metà gennaio 2016, il Palazzo delle Contesse del centro storico di Mel. Protagonisti alcuni degli esponenti più importanti dell’arte italiana tra l’inizio della Grande Guerra e la metà degli anni Sessanta: De Chirico, Tomea, De Pisis, Burri, Fontana, Campigli, Simonetti, Tancredi, Manzoni, Severini, Afro Basaldella, e altri ancora. Il progetto, condiviso con l’amministrazione comunale di Mel, intende rivisitare i percorsi dell’arte italiana nel cinquantennio che va, appunto, dal 1914 al 1964, un periodo storico segnato da due conflitti mondiali e dalle ricostruzioni che ne sono seguite. Da qui il tutolo della mostra: «Gli anni delle guerre e delle ricostruzioni».

In questo mezzo secolo di profondi mutamenti storici, assistiamo a un costante intreccio tra le proposte innovative e destabilizzanti delle avanguardie e la consacrata fedeltà alla matrice classica della nostra cultura, tratto caratteristico delle correnti più tradizionaliste. «Un intreccio – spiega Antonella Alban, curatrice della mostra – che spesso è stato facilitato e sostenuto da artisti che hanno camminato in entrambe le direzioni, coma Balla, De Chirico o Soffici, o che si sono posti come filtro o trait d’union tra poli diversi, se non addirittura opposti, come Virgilio Guidi. La mostra di Mel non ha la pretesa di esaurire scientificamente un percorso tanto complesso e allo stesso tempo fondamentale per tutta l’arte moderna, ma intende offrire uno spaccato di alcuni straordinari momenti innovativi e riflessivi dell’arte italiana, produttivi di un fil rouge spesso davvero sorprendente. I visitatori avranno così l’opportunità unica di vedere insieme alcune opere dei maestri delle Avanguardie di questo cinquantennio, nonché dei principali esponenti della tradizione».

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