news 10.02.2015

Tra le Dolomiti rivivono le tradizioni del Carnevale

Arlecchini danzanti dal cappello a punta, ricoperti di nastri colorati, paurosi mascheroni scampananti, vecchi e vecchie, sposi, orsi e uomini-pianta... Il Carnevale nelle Dolomiti è tutto questo e molto altro. E’ una festa di paese, tra maschere intagliate e spettacolari montagne di vetro – rese ancora più luminose dall'aria gelida di febbraio.
Non c'è l'imbarazzo della scelta. A Canale d'Agordo il 15 febbraio c'è la Źinghenesta: la ragazza più bella del paese, cappello di fiori e vestiti sfarzosi, danza con Matiéi e Lachè dopo aver sfilato per le vie del paese (dalle 14). A febbraio c’è anche il weekend della Gnaga, a Fornesighe. Fornesighe è un piccolo paese zoldano aggrappato su un costone assolato. Le case sono rimaste più o meno quelle di secoli fa, in legno e pietra, con i ballatoi coperti da graticciati e i piani multipli che si riducono se visti da monte. Le viuzze di sassi si arrampicano testarde e si infilano tra vecchi fienili e abitazioni ormai disabitate. Durante il carnevale però le stradine ghiacciate di Fornesighe si riempiono di gente. Nelle corti illuminate gli artigiani intagliano le maschere di legno per l'annuale concorso di volti lignei (il tema del 2015 è “i 4 elementi”), il fuoco scoppietta nelle case aperte ai visitatori, c'è chi suona l'armonica e qualche vecchina continua a cucire scarpet (le scarpine di stoffa di cui erano maestre le donne del posto) con espressione imperturbabile. La Gnaga è una vecchia grinzosa che arranca per le vie del paese, portando a spalla un ragazzino spavaldo. Al suo seguito, un corteo di maschere tradizionali: il matazìn, coloratissimo e rumoroso, il coco di lana bianca, gli sposi, l'ampezana, i musicisti fracassoni. Fuori dalla vecchia latteria (che da sola merita la visita), i turisti si mescolano con la gente del posto, si scaldano sorseggiando vin brulè e si godono la vista, magnifica, su Tamer, San Sebastiano e Spiz di Mezzodì.
Il carnevale di Sappada (Plodar Vosenòcht) è invece abitato da omoni burberi vestiti di folte pellicce d'orso e pantaloni a righe da carcerato. I Rollàte, con la loro maschera di legno dai grandi baffoni, i campanacci alla cinta e la scopa di saggina per spaventare i bambini, sfilano lungo le vie del paese durante tutto il periodo di carnevale: lunedì 16 febbraio è però la giornata loro dedicata. Oltre ai Rollàte, Sappada si riempie di figure mascherate di ogni tipo: per strada si incrociano facce ridicole o spaventose, tutte intagliate nel legno. Se il 1 febbraio è la domenica dei poveri, l'8 è la giornata dei contadini e il 15 quella dei signori. Martedì grasso, il 17, si chiude il carnevale tutti assieme, con la mascherata goliardica sugli sci.