news 01.10.2014

Turismo, nasce la nuova DMO DOLOMITI

Presentata  la proposta di statuto  per la costituzione dell’organizzazione che mette insieme pubblico e privato

Una nuova organizzazione per la gestione del turismo in provincia che mette insieme pubblico e privato con l’obiettivo di essere più competitivi sul mercato internazionale e di invertire così la tendenza negativa degli ultimi anni, quando si è registrato un calo che va dal dieci al quindi per cento delle presenze. Tecnicamente si chiama «DMO Dolomiti», acronimo che sta per «destination management organization». Nella sostanza si tratta del soggetto individuato dalla nuova normativa regionale per garantire una gestione unitaria e coordinata delle funzioni di informazione, accoglienza, assistenza turistica e promo – commercializzazione dei prodotti turistici della destinazione fino ad oggi gestite separatamente tra pubblico e privato. Le caratteristiche e le funzioni della nuova DMO Dolomiti sono contenute nello statuto presentato stamattina (lunedì 22 settembre) agli enti pubblici e alle associazioni di categoria in un incontro che si è svolto nella sala consiliare della Provincia di Belluno, su iniziativa del Consorzio Dolomiti, da mesi impegnato a dare attuazione alle nuove norme regionali.

Nel concreto, la nuova organizzazione svolgerà diverse attività: dallo sviluppo di studi e ricerche alla realizzazione di mostre e fiere, dall’organizzazione di convegni e corsi di formazione alle azioni di promozione, dalla gestione dei rapporti con banche e istituti finanziari all’acquisizione di beni mobili e immobili e dei servizi necessari allo sviluppo turistico dell’area. Alla DMO potranno partecipare soci privati, come i Consorzi di Imprese previsti dalla legge regionale e le associazioni di categoria, e soci pubblici che sono: la Provincia di Belluno, i quindici Comuni con almeno 75 mila presenze turistiche l’anno e la Camera di Commercio. Gli organi della DMO sono l’assemblea, il consiglio di amministrazione, il presidente e i suoi due vice (di cui uno vicario). L’assemblea è costituita da tutti i soci e si occupa, tra l’altro, dell’approvazione del bilancio, del regolamento, della programmazione e del piano strategico triennale. Il consiglio di amministrazione è invece l’organo esecutivo, resta in carica tre anni ed è composto da 13 membri, sette nominati dai soci privati e sei da quelli pubblici. Per dare piena rappresentatività ai territori, sono state individuate cinque macroaree (Agordino-Zoldano; Cortina d’Ampezzo; Cadore; Comelico-Sappada; Belluno-Feltrino-Alpago) all’interno delle quali c’è almeno un comune con più di 75 mila presenze l’anno.
«Questo statuto – afferma Fabrizio Piller Roner, presidente del Consorzio Dolomiti – prevede la forte partecipazione dei privati nella governance turistica, naturalmente in sinergia con le amministrazioni pubbliche. Arrivare alla definizione di un’unica DMO per l’intera provincia è stato un passaggio fondamentale e non scontato. Il Consorzio Dolomiti si è fatto carico di formulare questa proposta, che è stata accettata da tutti i partecipanti all’incontro. Adesso si tratta di effettuare tutti i passaggi successivi, con la nuova Provincia e con i Comuni, in modo da dare piena attuazione al progetto e quindi alle norme regionali. Nel frattempo, il Consorzio Dolomiti ha adottato il suo nuovo statuto, diventando un consorzio di imprese, quindi con soci solo privati, e sarà il braccio operativo della DMO». «Dobbiamo essere in grado di aggredire i mercati esteri, dove attualmente siamo estremamente deboli», ribadisce Stefano Illing, vicepresidente del Consorzio Dolomiti.
Piena condivisione del percorso effettuato dal Consorzio Dolomiti è arrivata anche da Confindustria Belluno Dolomiti, «in particolare per il ruolo cruciale assegnato agli operatori privati, e cioè a chi investe nel turismo e vive di turismo».